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Trapani e il prefetto del popolo. La verità e le emozioni PDF Stampa E-mail
Video - Conferenze e Dibattiti
Scritto da Egidio Morici   
Martedì 29 Ottobre 2013 22:27
di Egidio Morici - 28 ottobre 2013

Fu trasferito improvvisamente da Trapani ad Agrigento. Ma prima di andar via Fulvio Sodano riuscì a salvare la Calcestruzzi Ericina dal fallimento. Un’azienda confiscata che qualcuno, con la complicità di funzionari pubblici, stava cercando di far fallire. Il classico gioco: ridimensionarla per poi venderla a coloro con cui si erano già fatti degli accordi, in barba non soltanto allo Stato, ma anche ai dipendenti che avrebbero visto svanire il proprio posto di lavoro.
Se questo non è successo, il merito è del prefetto del popolo. È così che veniva affettuosamente chiamato dalla gente Fulvio Sodano, grazie al suo particolare modo di lavorare.
Aveva chiesto che per gli appalti pubblici, a parità di prezzo, lo Stato potesse acquistare il cemento dalla Calcestruzzi Ericina.
Ai mafiosi la cosa non piacque. Ne auspicarono il trasferimento. E nel 2003, il governo Berlusconi e il ministro dell’Interno Pisanu lo trasferirono ad Agrigento.
 
Rosaria Bonello, del comitato per la cittadinanza
onoraria del prefetto Sodano 
Due anni dopo, per il prefetto del popolo fu proposta la cittadinanza onoraria. L’allora sindaco Girolamo Fazio rifiutò, giustificando il rifiuto come una risposta ad una strumentalizzazione. L’attuale sindaco Vito Damiano invece disse che occorreva votare un regolamento. La cittadinanza onoraria arrivò dopo otto lunghi anni. Cittadinanza che Sodano, dignitosamente, rifiutò per accettare invece quella offerta dai cittadini trapanesi, quelli onesti che gli sono stati vicino mentre lo Stato lo aveva abbandonato.
 
Forse ci vorrebbe uno come Sodano per salvare quei posti di lavoro che stanno per saltare a Castelvetrano (e non solo), dove la grande distribuzione organizzata e i supermercati Despar confiscati a Giuseppe Grigoli stanno avviandosi verso la liquidazione.
In una città normale, la cittadinanza castelvetranese al prefetto del popolo sarebbe stata quasi naturale. Invece no. Ci sono consiglieri vicini al sindaco Errante che non sarebbero d’accordo. E allora la cittadinanza viene negata. Anzi, “rimandata”, visto che il sindaco ci tiene a sottolineare che lui non avrebbe negato niente a nessuno. E rispuntano i soliti discorsi sulla strumentalizzazione, gli stessi trucchi di Fazio e Damiano. 
 
Ha ragione il professore Guidotto quando dice che di fatto hanno voluto nascondere un rapporto di subordinazione nei confronti di qualcuno. E ha ragione Rino Giacalone quando consiglia al sindaco Errante di lasciar perdere: “Lasciar perdere le parate, che non servono all’antimafia. Non serve inaugurare una strada al prefetto Manganelli, se è una strada che finisce in campagna e non porta da nessuna parte…”.
 
Ma se certe istituzioni sono distanti, una bella parte del popolo è vicina a quel prefetto che non si è girato dall’altra parte. E la cittadinanza più gradita è quella che arriva proprio da loro: cittadini e associazioni. Persone.
Persone comuni che dal palazzo della Provincia, in collegamento internet con Sodano, riescono ad avere spazio per le emozioni e per le lacrime. Persone libere dal cappio di quei potenti che da sempre riescono a muovere le masse di voti da portare a Roma. E spesso Roma ricambia. 
Nel peggiore dei modi.
 
Egidio Morici
 

 




 

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