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La Mafia italiana: ignorata, sentita, paventata, combattuta! PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Silvia Amadori   
Sabato 03 Dicembre 2011 09:50

Chi di voi può parlare della mafia senza provare vergogna? Chi può dire tra voi io ho ignorato la mafia, oppure l'ho sentita ne faccio parte, o ancora vivo nell'omertà, anzi no la combatto..?! 
Nessuno! 

Chi vi chiede con questo articolo di interpellarvi sulla mafia è la studentessa della porta accanto, è la donna sciolta nell'acido perché voleva un'esistenza fatta di dignità, è il ragazzo drogato ed incarcerato per spaccio di droga, costretto dalla vita dalle apparenze a seguire l'unica strada che conosceva quella lastricata di "neve", è il Giudice istruttore che per morire come ogni cristiano è dovuto saltare in aria, è una ragazza di 17 anni che viene uccisa con 5 colpi di fucile a canne mozze per avere aperto un'agenda, è un ragazzo che parlava alla radio, che si è suicidato sbattendosi la testa su una pietra e facendosi saltare in aria, sono le sue budella sopra i fili dell'elettricità a parlarvi, è un'agenda rossa con le gambe che prima scappa poi si uccide, sono vostro figlio, sono vostra figlia, sono i vostri nipoti, sono voi. 

Chi vi chiede di non leggere queste parole è invece lo spettro della piovra, è la morte, io sono Morte, lo sono sotto l'aspetto di uomini che promettono di proteggervi in cambio di un piccolo regalo ed in tanto vi uccidono lentamente togliendovi tutto, sono la morte causa del fallimento di questo Paese, sono la morte che voi non conoscete, non combattete, e che un giorno ucciderà i vostri figli, forse perché si trovano al momento sbagliato nel posto sbagliato, perché intendiamoci se devo uccidere e tale giorno decido di far saltare in aria le cervella ad uno che mi ha tradito, non mi interessa chi gli sta intorno, sono la morte che si nutre dell'omertà.

IL DIFFIDENTE: Ma si chi se ne frega, tanto io non sono siciliano, non sono calabrese, non sono pugliese, non vengo dalla Basilicata né dalla Campania, che crepino tra di loro, io non sono mafioso. Io vivo nel Lazio, vivo nella Toscana, vivo in Sardegna, vivo in Liguria, vivo in Emilia-Romagna, vivo al Nord e noi siamo civili, noi siamo per la legalità, io non uccido un mio parente, lavoro tutti i giorni, la mia coscienza è limpida, la mia esistenza cristallina. La mafia vive laggiù al sud.. La mafia non esiste qui, anzi fino a poco tempo fa non la chiamavano mafia, ma parlavano di "cani" che ogni tanto si ammazzavano, così tra di loro per faide. Poi arriva un magistrato, uno con manie di protagonismo, che non aveva sicuramente tutti i miei impegni e si fissa sulla mafia, inizia a dire che la mafia è organizzazione, è un ordinamento come lo Stato italiano, no dico e se fosse tutta una continua presa per il culo?! Scusate ma come può essere che in Italia esista un altro ordinamento pari a quello dello Stato, senza un Codice, senza un Palazzo dove esercitare il proprio potere. No io non ci credo, mica sono fesso, anzi di solito non mi ricordo neanche che esiste la parola mafia sul dizionario, fortunatamente ho altro da fare, ho la mia vita da vivere invece di perdere tempo a pensare alle favole che inventano al sud, popolo di fannulloni! 

IL MAFIOSO: "Io non sono io, io sono cosa sua, io non esisto, esiste solo noi, esiste solo Cosa Nostra."
"Io esisto solo se esiste il denaro, solo se sotterro rifiuti, solo se faccio affari con i cinesi, altrimenti io non sono io, non sono noi, ma sono Sistema." 
"Io esisto, esisto perché nuoto nell'acido, esisto perché la polvere bianca che mi fa guadagnare miliardi semina morte ma a me non tocca, ecco che io vivo ed esisto, io sono 'Ndrangheta." 
"Io non esisto, esistono i Trulli, esiste la devozione verso di me, perché io regno, noi regniamo, noi siamo Sacra Corona Unita." 
"Io esisto perché sono la più giovane, perché dalle altre ho imparato a lavorare e mentre oggi mi considerano la 5' mafia sono già al pari delle altre." 
Io nasco quando nasce il mio Onore, quando un'immagine inizia a bruciare tra le mie mani. Muoio quando muore il mio Onore, quando sbaglio un ordine, quando tradisco o quando divento "cosa da niente", quando la mia famiglia decide che il mio Onore è morto. 

L'OMERTOSO: Ho una famiglia bellissima, ho la mia attività commerciale, vivo serenamente la vita, ogni tanto vengono a farmi compagnia degli amici ed io finché riesco gli faccio un regalo, tanto sono tranquillo i soldi non mancano. Non sono idiota la paura mi rende più saggio, mica come quello del negozio di fronte, che questa mattina si è alzato è andato dagli sbirri e ha parlato male dei nostri amici.. Male ha fatto, il negozio gli è saltato in aria con la figlia dentro, ed ora si piange negozio e figlia. Ma guarda tu se le schegge dovevano finire dentro il mio negozio ed io devo pure mettermi a pulire la sporcizia degli altri.. Infondo i nostri amici sono gentili ci hanno sempre offerto protezione e amicizia, ogni tanto mi chiedono di fargli altri favori sottobanco ma io gli sono grato perché mi fanno vendere tutto ciò che voglio. La paura qualche volta mi dice anche che questa cosa non può durare, che farò la stessa fine di quel altro ma io pago e non parlo, anche se piango, tanto le lacrime finché i soldi ci sono non uccidono. 

IL COMBATTENTE: Ho vissuto per questo Paese, per lasciare un mondo migliore ai miei figli e nipoti, ho vissuto da persona normale senza pretese, eppure mi hanno ucciso migliaia di volte. Non ci credereste in quanti modi sono morto, ogni volta con un pizzico di fantasia criminale.. Mi hanno ucciso con un colpo di Lupara, con diversi di Kalashnikov, sono anche saltato in aria, diciamo che non mi sono fatto mancare nulla. Mi hanno ucciso migliaia di volte in secoli di lotta armata, sia di spada che di mente, solo perché amavo il mio lavoro. Non ho più lacrime, né urla di dolore, io sono un uomo onesto che per l'onestà è morto. Sono un uomo di Giustizia che è stato ucciso sì, ma che persiste nel vivere nei corpi di chi, dopo di me, continua a dedicare la propria vita all'Amore per la libertà. Io sono fiero di essere stato un Uomo, una Donna, una persona che vi ha amato e per voi che leggete ha dato la vita. Io sono fiero di essere stato Antonino Agostino, Emanuela Loi, Attilio Manca, Giovanni Falcone, Graziella Campagna, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo in Falcone, Giancarlo Siani, Ninnì Cassarà.. io sono stato fiero di essere siciliano, calabrese, campano, pugliese, sardo.. io sono stato fiero di essere italiano perché senza questa Patria, senza voi italiani che siete la mia Patria non sarei stato nessuno. Posso scrivere queste parole dall'Aldilà perché vivo nel mio ricordo terreno. Alcuni di voi mi ricordano, lo fanno perché a mia volta qualcosa nella vita ho fatto, e grazie al vostro ricordo vivo nelle vostre lacrime, vivo nel battito accelerato del vostro cuore ad ogni pianto, vivo nell'adrenalina che sale al cervello per aprire il cassetto della coscienza e dell'indignazione. Non dimenticatevi di me.. Non dimenticatevi che la mafia uccide tutto non solo la Giustizia.. Non dimenticatevi che anche io sbattevo le palpebre, che respiravo, che camminavo, che anche io avevo paura.

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