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In Primo Piano

25°anniversario strage vIa D'Amelio, 19 luglio 2017: raccolta fondi per le iniziative in programma

Cari amici,


come sapete quest'anno ricorrerà il venticinquesimo anniversario della strage di Via D'Amelio. Un quarto di secolo di omertà e insabbiamenti. Quando ho iniziato la mia battaglia, esattamente 10 anni fa, con la lettera-denuncia "19 luglio 1992: una strage di Stato" sapevo che arrivare alla Verità e alla Giustizia sarebbe stato difficile come svuotare il mare con un cucchiaio. Però ho iniziato lo stesso e, giorno per giorno, si sono uniti a me, con il loro piccolo cucchiaio, altri compagni di lotta e di strada.
 

Oggi, all'alba di questa venticinquesima ricorrenza e a dispetto di tutte le difficoltà incontrate, possiamo dire che alcuni risultati li abbiamo raggiunti: l'agenda rossa è entrata a far parte dell'immaginario collettivo di questo Paese come il simbolo della richiesta di verità fino a questo momento negata e insabbiata, e non da Cosa Nostra ma da parti deviate dello Stato; Nicola Mancino è stato messo con le spalle al muro ed ha dovuto ammettere la falsità delle sue dichiarazioni riguardo il suo incontro con Paolo il 1 luglio 1992; il processo sulla trattativa Stato-mafia è partito. E, contro ogni previsione, è arrivato anche l'ultimo e meraviglioso successo: la sentenza del processo sulla strage di Via D'Amelio ha confermato, per la prima volta in venticinque anni, l'esistenza di un depistaggio. Un primo, grande passo verso la Verità e la Giustizia.
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Appuntamenti

17

Set

2008

Discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Piero Calamandrei - Introduzione di Salvatore Borsellino   




Questo discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola Pubblica ha quasi sessanta anni ma sembra scritto oggi.
La differenza sta nel fatto  che quella che Pietro Calamandrei poneva come una ipotesi astratta è diventata oggi, purtroppo, realtà attraverso un "totalitarismo subdolo, indiretto, torbido. come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre ma che sono pericolosissime".
La differenza sta nel fatto che il "partito dominante" ipotizzato da Pietro Calamandrei oggi non vuole neanche "rispettare la Costituzione" ma vuole anzi deliberatamente stravolgerla non rispettando neppure le procedure che i Padri Costituenti avevano posto a guardia della stessa per impedirne lo scempio e andando avanti a colpi di decreti legge come il "lodo Alfano" con il quale si vuole assicurare l'impunità alle quattro, ma soprattutto ad una, più alte cariche dello Stato.

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27

Ott

2008

"Discorso sulla Costituzione" di Piero Calamandrei PDF Stampa E-mail
Scritto da Piero Calamandrei - Introduzone di Enrico Colombi   

Una Costituzione nata dalla Resistenza - Piero Calamandrei

Enrico Colombi, 17-11-2004


Nel gennaio 1955 organizzammo il Ciclo di Conferenze sulla Costituzione all'Umanitaria di Milano che fu inaugurato dalla memorabile "lezione" di Piero Calamandrei. Il suo discorso breve, semplice, chiaro, pervaso di una gran passione civile e democratica, colorito dalla bella parlata toscana, ancora oggi trascina e commuove.
Un testo come questo dovrebbe costituire la base del corso d'Educazione Civica per le nostre scuole che attendiamo da allora e che va istituito con urgenza, prima che questa destra al potere, populista e parafascista, riesca nel suo intento di cancellare la memoria della nostra storia migliore.

Ricordo la sala degli Affreschi dell’Umanitaria stracolma di giovani studenti medi ed universitari che ascoltavano il maestro con la stessa passione. Ricordo che tenevo d'occhio mio fratello seduto nella sala con gli altri. Carlo è tuttora noto tra gli amici per essere "un freddo", dotato di rigore morale e senso civico, però raramente appassionato od entusiasta. Eppure in quell'occasione fui stupito e felice di vederlo col volto acceso d'entusiasmo, con gli occhi scintillanti, applaudire a lungo, a tutta forza, con gli altri.

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28

Ott

2008

Analisi del decreto Gelmini PDF Stampa E-mail
Scritto da Dario Campolo   

Analisi del Decreto Gelmini

Siamo sempre più "incazzati", così un giovane universitario ha urlato a suo padre poliziotto ieri a Torino.
Scena ambigua ma vera, un padre in divisa antisommossa che di fronte si trova il figlio che difende i suoi diritti come per i molti anzi tantissimi poliziotti che in questi giorni si vedono costretti a scortare e tenere alla larga dai vari ministeri e palazzi comunali i molti ragazzi che manifestano contro il decreto Gelmini in maniera democratica (Cossiga ne prenda atto), anzi per dirla tutta ho provato una certa tenrezza in una manifestazione fatta venerdì scorso da bambini e genitori scortati da agenti delle polizia, da segnalare il coro dei bambini che gridavano "Gelmini Gelmini Gelmini.. sei una sola".

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27

Ott

2008

Discorso pronunciato da P.Calamandrei al III Congresso dell'Ass.ne a difesa della scuola nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Piero Calamandrei   
Su gradita ed assolutamente condivisa sollecitazione di un utente di questo sito, nike-name Curtis, riportiamo la versione completa del discorso di Piero Calamandrei, citato solo parzialmente nel post su questo sito dal titolo 'Discorso di Piero Calamandrei in difesa della scuola nazionale'.
Come dice Curtis, Piero Calamndrei, strenuo antifascista, membro della Consulta nazionale e poi della Costituente, deputato alla Camera dal 1948 al 1953, "fu un grande pensatore, capacie di esprimersi im maniera mirabilmente chiara e diretta, le sue parole sono PERLE".
Una vera riforma della scuola dovrebbe prevedere l'obbligo di leggere TUTTI i suoi scritti nelle scuole di ogni ordine e grado.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950

Piero Calamandrei
Roma 11 febbraio 1950

Cari colleghi,
Noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università [...]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perché difendiamo la scuola? Forse la scuola è in pericolo? Qual è la scuola che noi difendiamo? Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? Può venire subito in mente che noi siamo riuniti per difendere la scuola laica. Ed è anche un po' vero ed è stato detto stamane. Ma non è tutto qui, c'è qualche cosa di più alto. Questa nostra riunione non si deve immiserire in una polemica fra clericali ed anticlericali. Senza dire, poi, che si difende quello che abbiamo. Ora, siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica? Che si possa difendere la scuola laica come se ci fosse, dopo l'art. 7? Ma lasciamo fare, andiamo oltre. Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà [...].
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28

Ott

2008

Reggio Emilia isola felice ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Marina Bortolani (da www.reggionetweb.it)   


Mafia: Reggio Emilia isola felice? “No. Si è infiltrata in tutto il Paese come un cancro” 

La drammatica testimonianza di Salvatore Borsellino al convegno organizzato dai “Grillini” e “Gente di Reggio”. “Se il sacrificio di mio fratello fosse servito per rendere migliore il nostro Paese, avrei ringraziato Dio per avermelo tolto”.
Le ombre di Sonia Alfano sulla Procura reggiana dividono Reggio.

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27

Ott

2008

Per combattere la mafia bisogna parlarne PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo Speziali   

 
 
 
Per combattere la mafia bisogna parlarne

 

lunedì 27 ottobre 2008


L'esortazione del giudice Paolo Borsellino che risale al 1992 è stata accolta dal fratello Salvatore che gira l'Italia per continuare a tenere acceso il dibattito e l'attenzione. Anche per non dimenticare quelli che hanno perso la vita nella battaglia


«Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene».

Questa era l'esortazione di Paolo Borsellino, il giudice ucciso in via D'Amelio il 19 luglio 1992. Ora il fratello, Salvatore Borsellino, non si stanca di girare l'Italia per tenere sveglie le coscienze: il 24 ottobre l'immensa sala dell'oratorio san Mauro di Bernareggio non è riuscita a contenere le centinaia di persone che sono giunte ad ascoltarlo. L'incontro è stato organizzato da Davide Camanzo, ventunenne sulbiatese, responsabile, assieme alla fidanzata, Barbara Colombo, ventitreenne bernareggese, della compagnia teatrale «Cam'on Babi» di Villanova. Tra il pubblico intervenuto c'erano anche tantissimi giovani, persone che nel 1992 erano poco più che bambini, ma che ricordano le madri piangere nel sentire la notizia degli omicidi dei due magistrati. Perchè così tanti giovani? Ci hanno risposto che venire ad ascoltare una testimonianza diretta è l'unico modo per saper la verità, per saper perchè sono accaduti determinati fatti in Italia. «Non crediamo più nei telegiornali o nella carta stampata nazionale - hanno affermato - Scrivono solo quello che vogliono, scrivono sotto dettatura di lobby di potere di destra e di sinistra. Noi ci documentiamo in internet, nella rete ci sono numerose testimonianze, video interviste, siti internet, che portano sì tesi differenti, ma che permettono di farci liberamente un'idea propria di cosa è accaduto. Solo in internet o ascoltando testimonianze dirette si può arrivare alla verità».

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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