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In Primo Piano

25°anniversario strage vIa D'Amelio, 19 luglio 2017: raccolta fondi per le iniziative in programma

Cari amici,


come sapete quest'anno ricorrerà il venticinquesimo anniversario della strage di Via D'Amelio. Un quarto di secolo di omertà e insabbiamenti. Quando ho iniziato la mia battaglia, esattamente 10 anni fa, con la lettera-denuncia "19 luglio 1992: una strage di Stato" sapevo che arrivare alla Verità e alla Giustizia sarebbe stato difficile come svuotare il mare con un cucchiaio. Però ho iniziato lo stesso e, giorno per giorno, si sono uniti a me, con il loro piccolo cucchiaio, altri compagni di lotta e di strada.
 

Oggi, all'alba di questa venticinquesima ricorrenza e a dispetto di tutte le difficoltà incontrate, possiamo dire che alcuni risultati li abbiamo raggiunti: l'agenda rossa è entrata a far parte dell'immaginario collettivo di questo Paese come il simbolo della richiesta di verità fino a questo momento negata e insabbiata, e non da Cosa Nostra ma da parti deviate dello Stato; Nicola Mancino è stato messo con le spalle al muro ed ha dovuto ammettere la falsità delle sue dichiarazioni riguardo il suo incontro con Paolo il 1 luglio 1992; il processo sulla trattativa Stato-mafia è partito. E, contro ogni previsione, è arrivato anche l'ultimo e meraviglioso successo: la sentenza del processo sulla strage di Via D'Amelio ha confermato, per la prima volta in venticinque anni, l'esistenza di un depistaggio. Un primo, grande passo verso la Verità e la Giustizia.
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Appuntamenti

21

Mag

2017

'L'ultima intervista di Borsellino' - Forlì, 23/5/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione evensi.it   
di Redazione evensi.it - 21 maggio 2017
 
In occasione del 25° anniversario della strage di Capaci, martedì 23 maggio, ore 20.30-23.00 presso la Sala Teatro della Fabbrica delle Candele (Forlì), avrà luogo una tavola rotonda, con proiezione de "L'intervista nascosta", l'ultima intervista di Paolo Borsellino rilasciata ai giornalisti francesi Fabrizio Calvi e Jean-Pierre Moscardo.
Ne parleremo con Antonio Bonfiglioli, professore di diritto penale dell'Università di Bologna e Pippo Giordano, ex ispettore della DIA di Palermo.
L'evento si colloca all'interno dell'iniziativa promossa dal Comune di Forlì "Coltiviamo la Legalità".
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21

Mag

2017

Il pm: Bruno Caccia ucciso per il suo rigore PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione AMDuemila   
di AMDuemila - 18 maggio 2017

Il percorso del processo sull'uccisione del magistrato Bruno Caccia, assassinato sotto casa la sera del 26 giugno 1983, "è stato complesso, ma siamo caduti e ci siamo rialzati", perchè a disposizione della Corte "c'è una pluralità di elementi di prova che vanno valutati in modo congiunto". A dirlo è stato il pm Marcello Tatangelo, durante la requisitoria iniziata ieri davanti alla prima sezione della Corte d'Assise di Milano. Caccia, ha proseguito il pubblico ministero, fu ucciso per il "suo estremo rigore" in quanto si stava interessando alle "attività finanziarie" del clan calabrese guidato da Domenico Belfiore. Il processo è a carico di Rocco Schirripa, finito in carcere nel dicembre del 2015 e considerato l'esecutore materiale dell'omicidio del magistrato, per il quale il mandante Belfiore è stato già condannato in via definitiva all'ergastolo.
L'allora procuratore di Torino, secondo Tatangelo, fu assassinato in quanto, nonostante la compiacenza di alcuni magistrati vicini alle cosche, avrebbe impedito all'organizzazione mafiosa di "fare affari". "In un dialogo con un altro esponente del clan - ha spiegato il pm - Belfiore disse che con Caccia come procuratore, pur avendo amici in magistratura, per noi non c'è niente da fare'".
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18

Mag

2017

Incontri - Scuola: Maestra di legalità PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Toto   

 

di Francesca Toto - 18 maggio 2017

CONVEGNO   “ SCUOLA: MAESTRA di LEGALITA’ “ 22 MAGGIO 2017 – I.C. CORRADO MELONE, LADISPOLI

 


I ragazzi dell’Istituto Comprensivo Corrado Melone e i loro Professori, nella persona del Preside Riccardo Agresti, danno il loro caloroso benvenuto a:

Magistrato Ferdinando Imposimato, Presidente Onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione  
Avvocato Alfredo Galasso, Presidente Associazione Antimafia Antonino Caponnetto
Francesca Toto, Coordinatore Naz.le Associazione Agende Rosse
Massimo Pilia, Referente Associazione di volontariato Mamme Etrusche

Si tratta per Ladispoli e tutto il comprensorio di un evento della portata eccezionale che ha come unica bandiera la Legalità. Un evento unico in quanto in una giornata sono presenti ben tre associazioni che da anni lottano per la Giustizia, per migliori leggi, e tutto senza finanziamenti pubblici. Dopo il benvenuto del Preside agli ospiti, Francesca Toto, rappresentante Agende Rosse leggerà un messaggio di saluto di Salvatore Borsellino.  Ringraziamenti alla scuola ed a tutti i docenti presenti. Racconto di cosa è e come sono nate le Agende Rosse.
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21

Mag

2017

Sto col fratello di 'Abele', ovvero Salvatore Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 21 maggio 2017

Non mi si venga a dire che “le sentenze si devono rispettare” e non si possono commentare: io le rispetto ma esprimo in libertà il mio pensiero. Già altre volte mi sono espresso in tal senso evidenziando, semmai qualcuno non l'avesse capito, che alcune mie opinioni sono supportate da elementi di fatto. Aggiungo, altresì, che a me piace essere partigiano, talchè l'indifferenza non fa parte del mio dna, anzi mutuando il pensiero gramsciano, ribadisco che “odio” gli indifferenti e sovente l'indifferenza uccide più della lupara.

Dopo la lettura della sentenza d'assoluzione emessa dalla Corte d'Appello di Milano a carico di Giuseppe Ayala, imputato del reato di diffamazione nei confronti di Salvatore Borsellino, sono rimasto incredulo e basito. Nella sostanza i giudici hanno ribaltato la sentenza emessa dal Tribunale Ordinario di Milano in data 18 ottobre 2013, che condannava Giuseppe Ayala, per aver commesso il reato di diffamazione, al pagamento di 2000 euro di multa più le spese processuali e al risarcimento di 15 mila euro nei confronti di Salvatore Borsellino.
 
Giova che faccia una premessa. Conosco personalmente sia il dottor Ayala che l'ing. Salvatore Borsellino. Il primo lo conobbi allorquando prestavo servizio alla Squadra mobile di Palermo, diverse volte ci incontrammo proprio per motivi di investigazioni. Anzi, ricordo perfettamente che una volta, di seguito a un omicidio, andai a prelevarlo a casa sua, accompagnandolo alla Mobile: era PM di turno. L'ultima volta che lo rividi fu nel 1987, quando testimoniai al maxiprocesso nell'aula bunker di Palermo.

Il secondo, ovvero Salvatore Borsellino, l'ho conosciuto alcuni anni orsono a causa dei numerosi incontri nelle scuole sparsi sul nostro Territorio.
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21

Mag

2017

'Quel terribile '92' in arrivo in libreria PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione AMDuemila   
di AMDuemila - 17 maggio 2017

“Ognuno di noi conserva nella memoria gli anni che, nel bene o nel male, hanno segnato la propria vita. Poi ci sono quelli che hanno segnato un’intera comunità. Con assoluta cognizione di causa il ‘92 si può definire così”.
Basterebbero queste parole di Giobbe Covatta, uno dei 25 protagonisti del libro, per sintetizzare quell'anno di rivoluzione e cambiamenti profondi. Venticinque anni dopo è immediato pensare alle stragi di mafia in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ma quella stagione è segnata anche da altri fatti come l'esplosione dell'inchiesta “Mani Pulite”, il crollo della partitocrazia, la nascita dei primi populismi, lo scoppio della guerra in Bosnia, la nascita dell'Unione Europea, la fine dell'Apartheid o la definitiva dissoluzione dell'Urss maturata alla fine di dicembre del 1991. Lo sforzo di memoria di quell'anno è affidato a 25 “insoliti” testimoni. Non degli addetti ai lavori, ma semplici persone che non hanno avuto un ruolo diretto, se non quello di cittadini, rispetto a certe vicende. Grazie alle loro parole Aaron Pettinari ricostruisce quell'anno a metà tra la speranza di un cambiamento possibile e il tragico dolore. Pezzi di un puzzle che si incastrano tra loro a cominciare dal 17 febbraio del 1992, quando scoppia il caso “Tangentopoli” con l'arresto dell'ingegnere Mario Chiesa. Quella “mazzetta” da 7 milioni, ricevuta dall'imprenditore Luca Magni, dà il via all'inchiesta “Mani Pulite”.
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16

Mag

2017

Salvatore Borsellino: 'Ayala assolto da accusa di diffamazione, potete chiamarmi fratello di Abele' PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
di Salvatore Borsellino - 16 maggio 2017

Alla udienza di oggi, presso la Corte d'Appello di Milano, Giuseppe Ayala è stato assolto dall'accusa di avermi diffamato nell'intervista resa a Giulia Sarti, in cui dichiarava che io ero un caso umano perché sofferente di turbe mentali. Da oggi, invece che fratello di Paolo Borsellino, potete chiamarmi pure fratello di Abele, appellativo di cui mi aveva gratificato in quell'intervista il suddetto individuo. Che poi il fratello di Abele si chiamasse Caino e fosse il suo assassino dalla Corte è stato giudicato un dettaglio senza importanza. GIUSTIZIA E' FATTA.
 
Salvatore Borsellino
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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