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Mafia: due incontri con Salvatore Borsellino a San Lazzaro di Savena (Bo) - 17/11/2017
di Redazione 19luglio1992.com - 16 novembre 2017

(DIRETTA STREMING)
Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo, sarà ospite a San Lazzaro di Savena (Bologna) in due incontri organizzati per il 17 novembre da Agende Rosse.  Alla mattina sarà intervistato dal giornalista Marco Lillo all'Itc Mattei, alle 10.30, in un'iniziativa dal titolo 'Bugie e verità. La lunga strada per arrivare ai mandanti delle Stragi del 1992-1993'. Il pomeriggio è invece previsto un convegno, alle 18.30, alla camera del lavoro di San Lazzaro, su 'Le verità taciute del processo Borsellino quater'. Dopo l'introduzione di Luana Rocchi, segreteria Cgil di Bologna, prenderanno la parola, oltre a Borsellino, gli avvocati Calogero Montante, Domenico Morace e Fabio Repici. Modererà sempre Marco Lillo del Fatto Quotidiano.
(ANSA)

L'incontro delle 18.30 verrà trasmesso in diretta streaming



 

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27

Nov

2017

Addio ad Alessandro Leogrande, scrittore che ha raccontato il nostro presente PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione cultura fanpage.it   
di Redazione cultura fanpage.it - 27 novembre 2017

La notizia sta già facendo il giro del web e dei giornali. Alessandro Leogrande, scrittore, intellettuale, giornalista, attivista, è morto all'età di 40 anni a Roma. A dare l'annuncio la famiglia: "Carissimi tutti, associati, amici e sostenitori dell'O.S.A., tutti noi, della famiglia Leogrande, vogliamo annunciarvi il prematuro ed improvviso ritorno alla Casa del Padre del nostro carissimo Alessandro. Dio ce l'ha, provvisoriamente ed immeritatamente, donato ed ora se l'è ripreso per conservarcelo, per il giorno, al nostro reincontro, nel Regno dei Cieli. Alessandro è stato un uomo di grande fede nel Cristo e nell'uomo. Tutto questo l'ha portato, già da giovanissimo, nello scoutismo e successivamente nei campi di volontariato della Caritas Diocesana di Taranto in Albania e, come giornalista e scrittore, si è impegnato in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei più diversi contesti: nell'ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso. A Voi tutti, chiediamo una preghiera, perché la nostra Luminosa ed Alba Maria c'illuminino e ci diano la forza di superare il dolore e lo sgomento umano e che possa sempre l'O.S.A. essere apportatice di Luce ovunque. Consentitemi, per favore, le lungaggini, che può fare un padre, che non riesce a lenire il proprio dolore.
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26

Nov

2017

“La figlia di Riina dica che la mafia fa schifo!” PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse   
di Movimento Agende Rosse – 26 novembre 2017

 

Il Direttore Responsabile di TRM – TeleRadio del Mediterraneo, Luigi Perollo ha così risposto a Maria Concetta Riina che accusava su Facebook i giornalisti di non rispettare il “dolore di una famiglia alle prese con la morte del papà”.

Ringraziamo Luigi Perollo e facciamo nostre le sue parole.

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19

Nov

2017

Totò Riina, il Re è morto PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 19 novembre 2017

Ci tengo a precisare che la morte di Totò Riina mi è indifferente e non riesco in alcun modo a provare pietà o rabbia. Nel mio DNA non sono presenti né odio né vendetta. Tuttavia, mi dispiace che quest'uomo sia morto per cause naturali. Una volta lo stesso Riina assistendo allo strangolamento di un notissimo Capo famigghia, avrebbe detto, chiamando per nome il morituro: “ (nome)....non vedrai l'alba del giorno dopo”. Ma ora il Re è morto e non vedrà più l'alba del giorno dopo! Si, u Curtu di Corleone, il Re incontrastato che per grazia ricevuta da politici/massoni, ha governato per decenni la Sicilia e non solo. Affermo che il “regno” di Riina era affollato da sudditi istituzionali – le sentenze della magistratura parlano chiaro – ma è anche vero che tantissimi sudditi rimangono ancora oggi senza nome e impuniti. Il combinato disposto politica-massoneria agevolò l'ascesa al potere di Riina, assicurando lunga vita al “regno”. Per un paio di volte sentii il suo odore: fummo sfortunati. Una volta con Beppe Montana e l'altra per disposizione Parisi/De Gennaro. L'ultima volta che vidi Totò Riina fu allorquando passeggiava – come un animale in gabbia – all'interno della sua minuscola cella del carcere di Pianosa. Anche in quell'occasione, mentre lo guadavo attraverso il monitor, nessun sentimento di odio nacque nella mia mente. La mia dedizione allo Stato e l'educazione ricevuta non mi consentivano di dare giudizi personali. Mi sono sempre riferito alle Leggi dello Stato e ai provvedimenti della magistratura.
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27

Nov

2017

Omicidio di Reggiolo: riunione straordinaria Consiglio dell’Unione dei Comuni PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione 19luglio1992.com   
di redazione 19luglio1992.com - 27 novembre 2017

Per iniziativa compartecipata, domani sera le Agende Rosse di Mantova e provincia, Modena, Brescello, Reggio Emilia e Provincia saranno presenti al Consiglio dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana che si riunisce straordinariamente, per l’efferato delitto compiuto nella serata del 23 novembre a Villanova di Reggiolo (RE).


Dal processo Aemilia che procede e si ramifica via via con le dichiarazioni dei pentiti, all’omicidio di Francesco Citro a Villanova di Reggiolo, ucciso a colpi di pistola davanti alla moglie e ai figli piccolissimi, in Emilia Romagna è sempre più marcata la presenza di organizzazioni di stampo mafioso e la conferma arriva da Giuseppe Amato, procuratore capo di Bologna,  che afferma: "Dal punto di vista criminale l’Emilia non è più un franchising della Calabria. Io direi che si possa affermare con assoluta certezza che abbiamo ormai delle strutture associative che hanno spiccate caratteristiche di autonomia. Certo, il collegamento esiste, anche di natura suggestiva e a volte anche fisica, che abbiamo dimostrato nel corso dell’investigazione, e anche frequenti spostamenti dal Nord al Sud e interscambi di persone. Ma l’autonomia di queste strutture è ormai dimostrata".
In Emilia-Romagna, afferma il procuratore, "da parte della società civile c’è stata grande attenzione, anche delle forze politiche in generale".
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24

Nov

2017

Incontri: Lotta Alle Mafie e al Femminicidio a Casoli (CH) PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessia Travaglini   
di Alessia Travaglini - 20 novembre 2017

IL CORAGGIO DI DIRE NO. LEA GAROFALO, LA DONNA CHE SFIDO’ LA ‘NDRANGHETA (Paolo De Chiara autore).

Nella giornata dell’11 novembre scorso, noi ragazzi del primo anno della scuola secondaria di secondo grado “Algeri Marino” ed i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Giulio De Petra” di Casoli (Chieti), in totale circa 180 Alunni, abbiamo partecipato ad un incontro sulle attuali tematiche della mafia e del femminicidio.
I relatori sono stati il Dr. Paolo De Chiara, scrittore e giornalista d’inchiesta venuto dal Molise, e la signora Marisa Garofalo, venuta dalla Calabria e sorella di Lea. A moderatore l’incontro Massimiliano Travaglini del movimento Agende Rosse di Salvatore Borsellino gruppo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” dell’Abruzzo in provincia di Chieti con la collaborazione dell’istituto scolastico statale comprensivo “De Petra” rappresentato dalla dirigente scolastica D.ssa Anna Di Marino che ha introdotto la giornata.
Molto diretto e preciso nel suo discorso De Chiara ha fatto comprendere appieno a noi ragazzi, la crudeltà sotto forma di mafia che, purtroppo, è un fenomeno ancora troppo diffuso nella nostra penisola e non solo. Soltanto studiando potremo avere conoscenza che porta automaticamente ad avere consapevolezza di tutto ciò che abbiamo attorno e quindi di ottenere libertà e rispetto.
La signora Garofalo, invece, gira l’Italia da anni per far comprendere, soprattutto ai giovani, che la commemorazione è necessaria ma non basta, bisogna difendere in vita tutti coloro che combattono contro le mafie o che ne sono vittime come Lea, sua sorella, che è morta anche per tutti noi, lottando contro i soprusi e l’arroganza degli uomini della ‘ndrangheta che da vigliacchi l’hanno prima torturata e poi ammazzata e quindi, pagando con la propria vita, pur di cercare di ottenere la libertà.
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16

Nov

2017

Il Giardino di Scidà. Un bene confiscato alla mafia diventa casa memoria PDF Stampa E-mail
Scritto da Produzionidalbasso.com   
di produzionidalbasso.com - 17 novembre 2017

Un bene confiscato alla mafia. Una casa con un bellissimo giardino nel centro della città di Catania, in via Randazzo 27. Una rete di associazioni che vuole trasformare quello che è stato un luogo di mafia in un giardino per il quartiere e in una “casa memoria” della lotta alla mafia.
L'abbiamo chiamato “Il Giardino di Scidà”. Gli abbiamo dato il nome di un giudice, storico presidente del Tribunale dei minori di Catania, che tanto ha fatto per combattere la mafia e per salvare intere generazioni dalla criminalità.
Catania ha pochissimi luoghi della memoria della lotta alla mafia. Per qualcuno a Catania la mafia non è mai esistita. Per questo vogliamo costruire, proprio in un bene confiscato alla mafia e affidatoci dal Comune, una “casa memoria”, dove raccontare attraverso documenti, oggetti, foto, video, racconti la storia del potere mafioso in città, ma soprattutto le tante storie di chi contro la mafia si è battuto. Come Giuseppe Fava, direttore de I Siciliani, assassinato il 5 gennaio 1984. Come Giambattista Scidà che ha speso la sua vita “per la giustizia, per Catania”. Una casa e un giardino aperti alle scuole, alle famiglie, al quartiere.
Per fare tutto questo abbiamo bisogno del vostro aiuto.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita