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In Primo Piano

Presentazione di 'Oltre i cento passi' - Diretta streaming - 13/10/2017


di Movimento delle Agende Rosse Gruppo Agostino Catalano Maremma - 13 ottobre 2017

Giovanni Impastato, fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978, presenta il suo nuovo libro “Oltre i cento passi” a Siena venerdì 13 ottobre alle ore 18:00 presso il CRAL Gruppo Bancario Monte dei Paschi di Siena, Via dei Termini, 31. Dialogano con l’autore la giornalista Simonetta Losi e lo scrittore Carlo Legaluppi.
L'evento verrà trasmesso a cura delle Agende Rosse in diretta streaming dalle ore 18:00 e sarà raggiungibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=AVOBIiGatqk

 


 

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Mappa gruppi Agende Rosse

Appuntamenti

17

Ott

2017

1° festival della Legalità - Casoli (CH), 23-26 ottobre 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da ISS Istituto Scuola Superiore "Algeri Marino" di Casoli (Chieti)   
di ISS Istituto Scuola Superiore "Algeri Marino" di Casoli (Chieti) - 17 ottobre 2017




 
 

15

Ott

2017

Contrada, il reintegro in Polizia e la sentenza mai revocata PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   
di Aaron Pettinari - 15 ottobre 2017

Il capo della Polizia Franco Gabrielli ha revocato il provvedimento di destituzione di Bruno Contrada, ex dirigente della Criminalpol di Palermo e numero tre del Sisde, che potrà nuovamente “vestire” una divisa. Una “presa d’atto”, come spiegano dal Viminale, dopo la notifica della sentenza della Cassazione, che ha dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna” a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, divenuta definitiva nel 2007. Così come chiedeva la Corte di Strasburgo, che aveva condannato l’Italia a risarcire il poliziotto, nel provvedimento di Gabrielli si riconosce per il periodo compreso tra il 13 gennaio del 1993, data di decorrenza della destituzione, e il 30 settembre del 1996, giorno dal quale Contrada è andato in pensione, il trattamento economico che spettava al funzionario di polizia.
Ancora una volta c’è chi parla di “revoca” della sentenza di condanna, di “persecuzione” nei confronti di Bruno Contrada, di “ingiustizie subite” e di “restituzione dell’onorabilità”.
In realtà nelle motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha recepito le indicazioni della Corte di Strasburgo non una parola viene spesa nell’analisi dei fatti che hanno visto Bruno Contrada protagonista, né compare la parola “revoca della sentenza che ha portato alla condanna. Né, tantomeno, si parla di “assoluzione” dell’ex numero tre del Sisde.
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13

Ott

2017

La dura riflessione dell’avv. Fabio Repici: Maurizio Marchetta e la latitanza dell’antimafia PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Repici   
di Fabio Repici - 13 ottobre 2017

A gennaio 2011 taluni (molto pochi, sia chiaro, ché certe denunce non sono mai state fenomeno di massa), anche in sede istituzionale, si interrogavano su come la giustizia a Messina fosse stata ridotta a una Marchetta. Sono passati quasi sette anni e di nuovo lì si torna, all’architetto massone Maurizio Sebastiano Marchetta, che ieri era imputato davanti al Gup di Messina per concorso esterno nella famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, in assoluto nella storia d’Italia la famiglia mafiosa più protetta da rappresentanti istituzionali traditori della Costituzione e delle leggi dello Stato.

Il procedimento a suo carico fu (ri)avviato proprio a inizio del 2011. Poi, alla direzione distrettuale antimafia, insieme a tanto altro, evidentemente fu perso di vista. Marchetta, intanto, divideva il suo impegno facendo depistaggi sull’omicidio del giornalista Beppe Alfano, scrivendo documenti anonimi al servizio suo e soprattutto dei suoi superiori (primo fra tutti, Rosario Pio Cattafi: ci sarà mai qualcosa delle vicende mafiose barcellonesi e delle deviazioni investigative e giudiziarie collegate che non passi da lui?), raccontando menzogne ai magistrati, confessandone altre, ricevendo sempre più gravi accuse di mafiosità da una pletora di pentiti (finché il pentitismo a Barcellona Pozzo di Gotto, in concomitanza con la scarcerazione ad personam di Rosario Pio Cattafi, non cessò), raccogliendo perfino sentenze che certificavano il suo status di imprenditore contiguo al vertice di Cosa Nostra barcellonese.
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16

Ott

2017

A Milano l’ombra della mafia sul 16 per cento delle aziende PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Barbacetto   
di Gianni Barbacetto - 13 ottobre 2017

Le cronache ci hanno messo sotto il naso, negli ultimi anni, decine di casi in cui la sana e integerrima imprenditoria lombarda risulta compromessa con uomini vicini alla cosche, per lo più della ’ndrangheta. Molti casi li abbiamo analizzati e raccontati anche su queste pagine. Dunque pensavamo di essere preparati a tutto e di essere destinati a non farci più stupire da niente. Invece ora una ricerca sui rapporti tra imprese e criminalità ci ha fatto balzare sulla sedia. Si intitola “Vale la pena di avere i Soprano a bordo?”, sottotitolo “Inquinamento della governance societaria e crimine organizzato: il caso Italia”, ed è stata svolta dal Centro Baffi Carefin dell’università Bocconi di Milano, attingendo ai dati raccolti dall’Aisi (il servizio segreto per la sicurezza interna diretto da Mario Parente).

Ebbene: i risultati sono sconvolgenti anche per chi da anni ripete che al Nord “l’inquinamento” mafioso è ormai diventato saldo “insediamento” criminale. Il dato più clamoroso: il 9 per cento delle imprese lombarde ha avuto al proprio interno amministratori che sono stati segnalati per reati tipici della criminalità organizzata; il 7 per cento ha avuto soggetti non amministratori (sindaci, soci, manager) segnalati per quei reati; un ulteriore 22 per cento ha avuto amministratori, sindaci, manager o soci segnalati per altri reati.
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14

Ott

2017

Salvatore Borsellino: 'Contrada reintegrato in Polizia, un oltraggio alla memoria' PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
di Salvatore Borsellino - 14 ottobre 2017

Io credo che non ci sia né sentenza della CEDU né sentenza della Cassazione che possa giustificare quello che, per me, è qualcosa che mi ispira soltanto nausea e ripugnanza: Bruno Contrada autorizzato a tornare ad indossare la stessa divisa degli uomini e delle donne della Polizia di Stato massacrati in Via D’Amelio.
Ammesso e non concesso che il reato di associazione mafiosa non fosse chiaro e prevedibile all’epoca della condanna, lo stesso Contrada non poteva, come funzionario della Polizia, non sapere che i rapporti, accertati, da lui intrattenuti con l’associazione mafiosa non costituissero un reato, anche se poteva non conoscerne l’entità della pena.
La sua reintegrazione nella Polizia di Stato rappresenta, per me, un oltraggio alla memoria di chi per lo Stato ha sacrificato la vita.
Secondo me Gabrielli, da Capo della Polizia di Stato, avrebbe dovuto rifiutarsi di reintegrare Contrada in Polizia, anche a costo di dimettersi o di fare prendere a qualcuno al di sopra di lui la responsabilità di destituirlo.
Questa è la sconfessione delle parole di Paolo Borsellino, quando diceva che se un politico è sospettato di essere un mafioso, anche se i giudici non sono riusciti a provarlo, dovrebbero essere i partiti a fare pulizia al loro interno e ad estrometterlo.
E se dovrebbero farlo i partiti, non deve farlo la Polizia di Stato per chi c’è stata una sentenza di condanna anche se la decisione di una Corte Europea ne ha dichiarato ineseguibili gli effetti?

Salvatore Borsellino
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13

Ott

2017

Il Movimento Agende Rosse si mobilita contro il 'Rosatellum Bis' PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse Torino - gruppo "Paolo Borsellino"   
di Movimento Agende Rosse Torino - gruppo "Paolo Borsellino" - 13 ottobre 2017

Il Movimento Agende Rosse Torino - gruppo "Paolo Borsellino", a nome di tutto gli aderenti al Movimento Agende Rosse, aderisce all'Assemblea per una mobilitazione contro il Rosatellum Bis che si terrà Sabato 14 Ottobre dalle ore 17 presso l'Unione Culturale di Via Cesare Battisti 4 a Torino. Tutti i cittadini che hanno a cuore la Costituzione e la democrazia sono caldamente invitati a partecipare.

"In questi giorni in Parlamento si sta consumando uno strappo democratico sulla legge elettorale: da un lato la democrazia parlamentare è minata dalla questione di fiducia, che non permette una discussione democratica sul tema in Parlamento; dall'altro il Rosatellum Bis si presenta come l'ennesima legge elettorale in cui gli elettori non avranno libertà di scelta, perché non potranno scegliere i propri parlamentari, che verranno invece nominati dai capi partito e allo stesso tempo non potranno esprimere due voti distinti tra liste del proporzionale e candidati del maggioritario. Questa situazione spinge il nostro Comitato ad agire in difesa della democrazia parlamentare e della libertà di voto dei cittadini.
Vi aspettiamo!"
Salviamo la Costituzione. Comitato Piemonte/Val d'Aosta‎

Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/events/362096194211886/?ti=cl

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita